BENVENUTI SU

"DISABILI NEL CORPO, ABILI NEL CUORE"

Immagine
Benvenuti a tutti i nuovi amici. Le nostre strade si incrociano, provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi presenti e....chissà, forse collaborando oggi, collaboreranno insieme nel futuro.
Ma di questo non ci preoccupiamo, sappiamo che tutto si gioca nell'oggi, perchè è ciò che oggi decidiamo che darà l'impronta al nostro futuro.
Discutiamo di tanti aspetti della vita, alcuni condivisi, altri meno, ma che importa....se non ci fosse un po' di pepe non saremmo reali, ed invece mi piace pensare che siamo persone e non solo nik non meglio identificati.
E' il mondo dei sentimenti, quelli più autentici. Questo blog rappresenta un sentiero, una Via che da tanto tempo percorro, il più delle volte da sola, altre con amici carissimi che il Buon Padre ha posto al mio fianco.
Gli argomenti affrontati sono molteplici, così come molteplici sono le strade che percorriamo ogni giorno. A volte sbagliamo il percorso, ma l'importante è avere …

Archivia

Mostra di più

SONO BISESSUALE, AMO IL BONDAGE E SONO CRESCIUTA SENTENDOMI SBAGLIATA


Da piccola avevo l’hobby di legare le Barbie. Poi cominciò a piacermi il Bondage o lo Shibari. Pensavo di essere anormale e allo stesso modo mi sentivo quando mi piaceva stare con una mia compagna. La sensazione era sempre che qualcuno potesse vedermi e dire “ti comporti come una lesbica”. Mi piacevano i ragazzi e anche le ragazze. Tutto di me diceva che i miei comportamenti sarebbero stati percepiti dal mondo come “malsani”. La mia curiosità però mi spinse oltre. Volevo seguire l’itinerario delle mie attrazioni. Lo feci, seppur tra mille difficoltà.
Dovete sapere che pensarsi strane, un po’ malate, in special modo se qualcuno rilascia giudizi pessimi su quel che non capisce, o ti giudica una sadica se pieghi una bambola per realizzare legamenti degni di Udinì, inibisce la possibilità di curiosare, ricevere corrette informazioni, trovare le persone giuste con le quali soddisfare le tue curiosità. Lo stigma, la censura, che ti obbligano all’autocensura, ti impongono di restare nascosta in una zona grigia in cui non puoi chiedere e se chiedi qualcuno potrebbe prenderti per matta. Si cresce male con certe preferenze. O trovi gente che ti ride in faccia o trovi persone che si fingono esperte e sono quelle delle quali non mi fido.
Il bondage si pratica con persone delle quali ti fidi. Ed è un’arte, per davvero. Io, per lo meno, la vedo così. Non ho mai fatto cose superlative, giusto le basiche, applicate in senso attivo e passivo. Provavo e provo soddisfazione a essere legata e a legare. L’ho fatto con entrambi i sessi e anche questo è un grande tabù. Dirsi bisessuali non è una cosa semplice. Unisci questo ai miei gusti sessuali e immagina come sono cresciuta. Attorno a me il silenzio. A fingere interesse per situazioni delle quali non mi fregava un cazzo. Le attenzioni pudiche condivise dalla compagna di scuola, le esibizioni vanitose di quell’altra. E io pensavo solo a come avrei potuto godere se solo mi fosse stato semplice poterne parlare, almeno per essere rassicurata circa il fatto che non ero sbagliata.
Come intercetti qualcuno che ama quello che ami tu? Con chi lo scopri? La gente non ce l’ha mica scritto in fronte che pratica bdsm. E’ un segreto, non si dice, così come non si dice che ti piacciono gli uomini e le donne. Si vive doppiamente nell’oscurità, per quanto si possa leggere e trovare un po’ di riferimenti almeno su internet. Pensate però a me come una persona che vive in una realtà non molto affollata. Immagina che se avessi proposto a qualcuna di farsi legare, nel giro di un paio d’ore, lo avrebbero saputo tutti. Pensa a quel che potrebbe dire tuo padre, tua madre, persone alle quali ho appena accennato, da poco, di essere bisessuale e loro a dirmi “evidentemente abbiamo sbagliato qualcosa”.
E non si rendono conto che ad essere sbagliato è questo loro modo di reagire chiudendosi a riccio e rifiutando ogni altra possibile opzione a parte l’eterosessualità. Pensa che nella mentalità comune ancora, se pur ti dedicano tempo e risorse per farti studiare, il tuo destino è quello di sposarti, fare dei figli, dare dei nipotini ai nonni. A che altro serviamo noi se non a riprodurci? Non è minimamente contemplata la valutazione del mio desiderio sessuale senza riproduzione conseguente. Dove si trova una persona che non ti giudica malata se invece che provare il dolore del parto a te piace patire, piacevolmente, per le corde che stringono la tua pelle?
Come è possibile che non si riesca a parlare di queste cose così come si parla di smalti e profumi? Non sai che liberazione poterne parlare ogni tanto senza essere giudicata. Sapendo di potermi fidare e di non vedere violata la mia privacy. Perché sono all’inizio di questo percorso che mi incuriosisce molto e non ho neppure, ancora, la forza di rivendicare tutto. È troppo forte il vincolo con una mentalità che mi ferisce e dalla quale non riesco ancora a liberarmi. Quando non mi farà più male, quando sarò forte abbastanza allora potrò raccontare di me a viso aperto, senza il timore di essere scoperta. Per il momento godo almeno di questo momento liberatorio. L’ho detto. E ora vado a studiare come fare nuovi nodi.
Ps: è una storia vera. Grazie a chi me l’ha raccontata. Ogni riferimento a cose, fatti e persone è puramente casuale.

By
AL DI LA' DEL BUCO  

 

post scorrevoli