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"DISABILI NEL CORPO, ABILI NEL CUORE"

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Benvenuti a tutti i nuovi amici. Le nostre strade si incrociano, provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi presenti e....chissà, forse collaborando oggi, collaboreranno insieme nel futuro.
Ma di questo non ci preoccupiamo, sappiamo che tutto si gioca nell'oggi, perchè è ciò che oggi decidiamo che darà l'impronta al nostro futuro.
Discutiamo di tanti aspetti della vita, alcuni condivisi, altri meno, ma che importa....se non ci fosse un po' di pepe non saremmo reali, ed invece mi piace pensare che siamo persone e non solo nik non meglio identificati.
E' il mondo dei sentimenti, quelli più autentici. Questo blog rappresenta un sentiero, una Via che da tanto tempo percorro, il più delle volte da sola, altre con amici carissimi che il Buon Padre ha posto al mio fianco.
Gli argomenti affrontati sono molteplici, così come molteplici sono le strade che percorriamo ogni giorno. A volte sbagliamo il percorso, ma l'importante è avere …

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STRAGE DI TEENAGER A MANCHESTERM STAVOLTA HA VINTO IL TERRORE

Paul ELLIS / AFP 

Una bomba di chiodi che uccide 19 ragazzini a un concerto alza il livello dello scontro: perché è dura resistere all’odio, quando ci va di mezzo l’innocenza di ragazzini e ragazzine. Perché è dura evitare che la paura del diverso s'impossessi di loro. Forse hanno trovato il nostro punto debole



Hanno alzato il livello dello scontro. Era prevedibile, in fondo. Stavamo reagendo fin troppo bene. Avevano massacrato dei ragazzi fuori dai bistrot e in una sala concerti a Parigi, avevano colpito un aeroporto e un treno della metropolitana a Bruxelles, erano passati con una camion sopra uno stuolo di famiglie in festa. a Nizza. E noi non avevamo ceduto all’odio. Nessuna violenza, nessuna segregazione, nessuna dichiarazione di guerra, nessuno scivolamento verso destra. Niente avanzata di Wilders in Olanda, niente Marine Le Pen all’Eliseo, niente Alternative Fur Deutschland in Germania. Avevamo resistito. Meglio: stavamo resistendo. Addirittura, avevamo pure abbassato un po' la guardia, convinti che l'onda del terrore si fosse placata con la fine del 2016.
Quando sui giornali vedremo i volti di chi è morto, le loro facce ancora bambine, la loro innocenza, sarà un attimo sovrapporle a quelle dei nostri figli e dei nostri nipoti. Quando vedremo chi ha ucciso, sarà un attimo farne l’archetipo dello straniero, dell’invasore, del nemico
Oggi sarà dura. La morte di diciannove adolescenti per mano (stando alle prime ricostruzioni) di un kamikaze con una bomba di chiodi sulle spalle al concerto di Ariana Grande a Manchester - sperando che il conto non aumenti - non saranno la stessa cosa. Quando sui giornali vedremo i volti di chi è morto, le loro facce ancora bambine, la loro innocenza, sarà un attimo sovrapporle a quelle dei nostri figli e dei nostri nipoti. Quando vedremo chi ha ucciso sarà un attimo farne l’archetipo dello straniero, dell’invasore, del nemico. A poche settimane dalle elezioni del 9 giugno, per di più. Il nostro istinto di protezione farà il resto. E non è solo questione di qualche concerto in meno e di qualche metal detector in più: trasferiremo il nostro terrore a una generazione, insegneremo loro a vivere nella paura. Offriremo loro un nemico.
Ce la faremo a resistere, a non cedere all’ira contro chi già sta celebrando la morte di diciannove ragazzine, a non scendere sul terreno di chi vuole innescare una guerra etnica e religiosa nelle nostre città e che- oggi ne abbiamo maggior contezza - è disposto a tutto pur di riuscire nel suo obiettivo? Da ieri sera, è un po’ più difficile. Hanno trovato il nostro punto debole. Oggi hanno vinto loro. 

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