I SIMBOLI DEL CAMMINO DI SANTIAGO

La Conchiglia

  La Croce di Santiago
                     
La Freccia Gialla

Il Bordone

Nei luoghi attraversati dal Cammino di Santiago il simbolismo che ad esso è correlato è molto variegato e presente. In questa sezione faremo una carrellata dei simboli più comuni relativi al Cammino, quelli che qualsiasi pellegrino è in grado di riconoscere attraversando i luoghi: la Croce di Santiago, la Conchiglia, la Freccia Gialla e il bordone. Esistono poi altri simboli che si trovano nei luoghi interessati, non esclusivi della tradizione composteliana, ma molto significativi. Questo secondo livello di simbolismo non è comunemente riconoscibile, ma è ben presente stratificato nei luoghi e nelle leggende che si intrecciano attorno al percorso di pellegrinaggio. A questi simboli, che includono tutto il corredo simbolico associato alla figura dell'Oca, compreso il glifo noto come "Zampa d'Oca" o "Pie' d'Oca", della Stella e di altre figure animali simboliche come il Gallo, il Leone, l'Aquila e il Cane, verranno dedicati degli articoli a parte, quando e se si presenterà l'occasione.


La Conchiglia (Concha)


I pellegrini che percorrevano le grandi vie di comunicazione per raggiungere le agognate mete si riconoscevano per alcuni dettagli del loro abbigliamento e per alcuni simboli che portavano appesi o cuciti sopra le loro vesti. La Croce del Golgota e le Chiavi di San Pietro erano gli emblemi dei pellegrini che viaggiavano, rispettivamente, verso Gerusalemme e verso Roma. Coloro che si recavano a Compostela avevano come segno distintivo la "concha", la conchiglia, che portavano generalmente al collo, legata sulla cima del bordone oppure cucita addosso.

Non si tratta di conchiglie qualunque, naturalmente, ma della valve della capasanta, nota anche come pettine di mare, o pettine di San Giacomo (nome scientifico: Pecten Jacobaeus). Si tratta di un mollusco bivalve che vive adagiato sui fondali marini tra i 25 ed i 200 metri di profondità. La valva inferiore è più convessa, essendo quella con cui l'animale si aggrappa sul fondo, mentre quella superiore è più piana. Molto diffusa nel Mediterraneo, è presente nei mari del nord (Bretagna, Inghilterra, Irlanda, Scozia) in una versione più grande (Pecten Maximus), chiamata localmente scallop. I rispettivi nomi in francese (coquille St. Jacques) ed in tedesco (Jakobsmuscheln) si riferiscono ancora al simbolismo religioso.

Il collegamento con la tradizione giacobea nasce da diverse tradizioni; la più comune afferma che quando i discepoli di San Giacomo approdarono sulle coste della Galizia, dove vi avevano trasportato da Gerusalemme i resti del santo, trovarono il sarcofago interamente ricoperti dalle valve di questo mollusco. 

Al di fuori del culto composteliano, la conchiglia assume altri significati simbolici, che verranno approfonditi in un articolo a parte. I due filoni predominanti, comunque, sono quelli relativi alla conoscenza iniziatica ed alla fertilità. Come guscio chiuso, che racchiude al suo interno un tesoro (il muscolo edibile o, nel caso dell'ostrica, la perla preziosa) la conchiglia in genere assume il significato di conoscenza esoterica, quella accessibile a pochi, dotati delle chiavi giuste per aprirle, in modo simile, per esempio, a quanto avviene per la pigna.

Quando è rappresentata dal lato concavo, invece, la conchiglia raccoglie tutti i significati simbolici inerenti l'archetipo della "coppa", in particolare quelli relativi alla femminilità ed alla fertilità. La conchiglia è spesso presente nelle raffigurazioni della dea Venere, perché associata al simbolismo di questa dea. Particolarmente significativo e noto a tutti il dipinto della "Nascita di Venere" di Sandro Botticelli, dove la dea emerge dal mare all'interno di una gigantesca conchiglia. In quasi tutte le chiese cristiane troviamo la stilizzazione della conchiglia o nelle volte semicircolari delle nicchie, o nella forma dell'acquasantiera, anche se raramente vi viene associato questo lampante senso simbolico.


La Croce di Santiago (Cruz de Santiago)


I tre più importanti luoghi di pellegrinaggio di ogni tempo, Gerusalemme, Roma e Santiago di Compostela, sono contraddistinti da una croce particolare. A Roma, in particolare, è diffusa la classica e semplice croce a quattro braccia, che viene detta "latina" se i bracci sono diseguali o "greca" se sono tutti della stessa lunghezza. A Gerusalemme la croce greca viene potenziata su ciascuna delle quattro estremità: essa risulta dunque come formata da quattro "TAU" unite per il gambo, e tale glifo è, ad esempio, parte fondamentale dell'insegna dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, un ordine cavalleresco cattolico fondato già all'epoca di Goffredo di Buglione ed esistente ancora oggi, che ha tra i suoi incarichi istituzionali quello di sostenere attività ed iniziative a favore della presenza cristiana in Terra Santa. Si tratta, comunque, di croci il cui uso è variegato ed adattabile in un gran numero di contesti: si pensi, giusto per fare un esempio, al simbolo della Croce Rossa, l'istituzione medica italiana di Pronto Soccorso. Il simbolo e la denominazione traggono origine dagli antichi ordini ospedalieri che nacquero in Terra Santa, ma si tratta oggi di un'istituzione laica che nulla ha a che fare con il culto cattolico Cristiano.

Il culto di San Giacomo il Maggiore ha adottato invece una croce peculiare, detta "Croce di Santiago". Si tratta di una croce gigliata su tre estremità, allungata ed appuntita sulla quarta, che dovrebbe richiamare la forma di una spada. Si dice che essa trae origine dall'abitudine degli antichi Cavalieri crociati, che mentre erano in guerra piantavano la propria spada nel suolo per farne una croce, ed attendere alle loro preghiere e pratiche religiose quotidiane. Oltre a sottolineare l'aspetto guerriero del santo che, ricordiamo, in Spagna era celebrato come "Matamoros", cioè l'uccisore dei Mori, la croce in forma di spada ne richiama anche il martirio, avvenuto per decapitazione. Le estremità fiorite, che ricordano il francese Fleur-de-Lys, rappresentano invece l'onore immacolato, e si riferiscono agli aspetti del carattere morale dell'apostolo Giacomo il Maggiore. 

La croce era in particolare l'emblema dell'Ordine di Santiago, o Ordine di San Giacomo di Compostela, antico ordine monastico-cavalleresco sorto nel XII sec. nel Regno spagnolo di León. La fondazione primitiva avvenne nel 1170 quando il re Ferdinando II arruolò un gruppo di cavalieri con l'incarico di difendere la città di Caceres. L'istituzionalizzazione religiosa avvenne sotto il regno di Alfonso VIII di Castiglia, mentre il papa Alessandro III ne sancì la fondazione con specifica bolla pontificia emanata il 5 luglio 1175

Le insegne dell'Ordine erano rosse in campo bianco, come quelle dei Cavalieri Crociati e di altri ordini simili fondati in Terra Santa: i Cavalieri Templari e gli Ospitalieri. Lo sfondo bianco rappresentava, in tutti questi casi, la purezza e la nobiltà d'animo del cavaliere, mentre il rosso ovviamente era il sangue di Cristo. 

La gustosa "tarta de Santiago", il tipico dolce fatto di mandorle macinate, farina, zucchero ed uova, che nella città-santuario galiziana troviamo venduta un po' ovunque, persino nei negozi di abbigliamento e accessori, è interamente ricoperta di zucchero a velo tranne un'area centrale che raffigura la Croce di Santiago.


La Freccia Gialla (Flecha Amarilla)


Che sia semplice, stilizzata, o riccamente decorativa, disegnata su un cartello o tracciata con la vernice spray su di una roccia, la Freccia Gialla (in spagnolo, la Flecha Amarilla) è una presenza confortante, l'unica vera compagna di tutto il Cammino, perché non abbandona mai il pellegrino. Essa è onnipresente su tutti i luoghi attraversati dal Cammino perché ne indica univocamente la direzione, la meta finale: Santiago di Compostela. 

L'idea della freccia, tuttavia, è assai moderna. Gli studiosi del Cammino fanno risalire la sua invenzione alla seconda metà del XX secolo. Ne fu fautore don Elias Valiña Sanpedro, parroco di O'Cebreiro dal 1959 al 1989 e uno tra i più grandi promotori del recupero del Cammino di Santiago. Egli, nell'intento di aiutare i pellegrini che transitavano sul Cammino, decise di tracciare lungo lo stesso delle frecce che indicassero la direzione da seguire. Per raggiungere il suo scopo si fece regalare da alcuni operai della manutenzione stradale un secchio della vernice che era loro avanzata, che era appunto di colore giallo.

Questo colore è di per sé simbolico, perché è il colore del Sole, e trascina con sé tutti i significati associati a tale astro. Compostela, infatti, si trova all'estremità occidentale dell'Europa, e poco oltre si trova Fistera, o Finis Terrae: la fine del mondo allora conosciuto. Dunque un qualsiasi pellegrino diretto a Santiago attraverso i paesi europei si deve muovere da est verso ovest, imitando così il percorso naturale del sole.


Il Bordone (Bordón)


Il bordone, o bastone del pellegrino, indica un bastone ricurvo che solitamente accompagnava l'equipaggiamento del pellegrino. Utilizzato per appoggiarvisi nelle lunghe marce a piedi, di solito viene rappresentato con un fiasco sulla cima, ricavato da una zucca svuotata, oppure dalla conchiglia legata sulla sua sommità.

Con il passare del tempo il bordone è diventato uno dei simboli stessi del pellegrinaggio, e come tale lo troviamo raffigurato in almeno due contesti: quello araldico e quello iconografico.

Dal punto di vista dell'araldica, il bastone veniva inserito nell'insegna come testimonianza di un avvenuto pellegrinaggio, principalmente in Terrasanta. Lo si trova principalmente posto "in palo", ossia verticalmente, all'interno dell'insegna, ma non sono rare configurazioni diverse, come quella "in sbarra" (cioè in diagonale) e configurazioni multiple, con più bordoni sullo stesso stemma.

Nell'iconografia cristiana il bastone è l'attributo di alcuni santi denotati come "pellegrini": San Giacomo, ovviamente, ma anche San Rocco da Montpellier, San Pellegrino delle Alpi, San Francesco Da Paola e San Riccardo d'Inghilterra



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