MASSONERIA E MAFIA: QUALI RAPPORTI? DI GABRY FOGLI




Nell’ormai lontano dicembre 1982 ebbe luogo a Sorrento un convegno di magistrati a cui parteciparono, tra gli altri, Cicco Montalto, magistrato a Trapani, il consigliere istruttore di Palermo Chinnici, Paolo Borsellino, Falcone e Carlo Palermo.
In quel convegnò si ipotizzò l’esistenza di un gradino “superiore” organizzativo della criminalità, un elemento al di sopra della mafia e della corruzione politica che, però, li gestiva ed amministrava in tutti i settori della criminalità.
Passato appena un mese dal convegno il primo ad essere ucciso fu Ciccio Montalto, seguito da lì a cinque mesi da Chinnici, nel 1985 toccò a Carlo Palermo che però sopravvisse all’attentato, anni dopo scoccò l’ora di Falcone e Borsellino.
Carlo Palermo, l’unico sopravvissuto, al momento dell’attentato si era trasferito da poco più di un mese da Trento alla Sicilia, per la precisione a Trapani. E’ molto interessante conoscere quale fu il primo atto che trasmise appena insediato nella nuova sede siciliana: documenti di cui era entrato in possesso da poco relativi alla fornitura alla Libia di tre container di materiale elettronico rigenerato che riguardavano Antony Gabriel Tannoury, libanese residente a Parigi. . Bene, direte voi, e chi è? Era il braccio destro di una nostra conoscenza, il colonnello Gheddafi.
Nel 1986, sempre nella città di Trapani, nascosto dietro l’apparenza di un centro studi insignificante, venne alla luce un luogo che fungeva da raccordo di numerose logge occulte che avevano degli affiliati a dir poco diversi: trafficanti di droga, politici, mafiosi, templari e massoni vicini al Vaticano. Inoltre nella stessa sede, altro particolare curioso, vi era pure l’Associazione Musulmani d’Italia ed il presidente di questa Associazione di Musulmani era un avvocato, Michele Papa, di Catania che, guarda il caso, era il rappresentante personale del nostro libico Muammar Gheddafi in Sicilia.
In questo strano minestrone per riuscire a venirne a capo occorre analizzare il ruolo della Massoneria dopo il suo indebolimento nel periodo tra le due guerre mondiali, indebolimento che finì per far prevalere la vocazione profana di controllo del potere anziché occuparsi del percorso Spirituale e del Rinnovamento dell’Uomo, come era nel suo antico D.N.A..
Persino Antonio Gramsci sostenne, nel 1925, che la Massoneria era l’unico partito reale ed efficiente che la classe borghese possedeva da lungo tempo.
Però, come detto prima, le traversie occorse all’interno spinsero più verso il senso profano specialmente quando gli americani, dopo il loro intervento in Italia, per frenare l’avanzata del comunismo, si servirono di servizi di controspionaggio (Oss) i cui appartenenti erano in gran parte affiliati alla massoneria di rito scozzese e per perseguire il loro scopo non esitarono a dare il loro appoggio alla Mafia Siciliana.
Del resto questa logica dei due blocchi contrapposti terminò con l’abolizione del famigerato muro che divideva Berlino e per lunghi anni è stato il motivo dominante di una guerra occulta, ma non per questo meno sanguinosa e sporca.
Massoneria italiana e americana strinsero un accordo per “controllare” il nostro Paese. Una logica che aveva, come detto, il controllo e la successiva eliminazione del comunismo, ma, non da meno, aspetti altrettanto forti e potenti legati all’affarismo nazionale ed internazionale.
Ricordiamo il presidente degli Stati Uniti Truman che il 12 di marzo del 1947 disse:
“La sicurezza americana deve considerarsi in gioco laddove e ogni qual volta fosse esistita una minaccia comunista”.
Ed ecco che risalta fuori Muammar Gheddafi,dal 1969 leader della Libia, il cui nome si ritrova nelle più diverse e atipiche vicende, dalle forniture petrolifere all’acquisto di armi, dagli appoggi al terrorismo a quelli dell’eversione nera.
Il tutto è antioccidentale e antiamericano.
Eppure, stranamente, il colonnello è sempre trattato con benevolenza dei nostri governi, apparentemente per logica di esigenze energetiche.
Facciamo un salto indietro nella storia quando il nostro era ancora studente all’accademia militare di Sandhurst , periodo durante il quale fu reclutato dalla setta massonica dei Senussi di cui il re libico Idris era Gran Maestro. Questi Sanussi erano , e sono tutt’ora, uno degli strumenti di controllo usati dai servizi segreti britannici per controllare l’area meridionale del Mediterraneo.
Quando gli italiani invasero la Libia lo fecero, probabilmente, per fermare l’influenza francese. Durante il periodo fascista governatore della Libia venne nominato Giuseppe Volpi, conte di Misurata, e ultimo Doge di Venezia, la cui politica venne poi portata avanti da Italo Balbo, Gran Maestro della massoneria segreta che era una cosa sola con la polizia segreta fascista (Ovra), e che fu la Fenice dalle cui ceneri si generò la futura e famigerata Loggia P2. E intanto da queste “reti” nasce Gheddafi che si appoggiò, in Sicilia, al catanese Michele Papa che nel suo “centro” era il punto di incontro tra massoneria, componenti arabe e personaggi siciliani.
Ufficialmente le cronache ci raccontavano un aspetto, ma nelle vie “sotterranee convergevano diverse forze per ostacolare il comunismo e nel contempo condurre affari a livello nazionale ma, soprattutto, internazionale.
E arriviamo a Licio Gelli ed alla ramificazione massonica detta P2 in tutti gli apparati dello stato, ai rapporti preferenziali con gli Stati Uniti e la penetrazione in attività economiche, bancarie, militari, finanziarie, politiche. In ogni dove.
Ma accade un fatto: contrariamente a ciò che avviene in tutto il resto d’Europa, il Partito Comunista, in Italia, cresce ed ecco verificarsi dei fatti gravissimi con stragi, terrorismo, uccisione di magistrati, servizi segreti paralleli o deviati italiani e americani che sempre più spesso sono collegati con servizi segreti di paesi orientali.
Fine prima parte....
Gabry Fogli 


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