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"DISABILI NEL CORPO, ABILI NEL CUORE"

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Benvenuti a tutti i nuovi amici. Le nostre strade si incrociano, provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi presenti e....chissà, forse collaborando oggi, collaboreranno insieme nel futuro.
Ma di questo non ci preoccupiamo, sappiamo che tutto si gioca nell'oggi, perchè è ciò che oggi decidiamo che darà l'impronta al nostro futuro.
Discutiamo di tanti aspetti della vita, alcuni condivisi, altri meno, ma che importa....se non ci fosse un po' di pepe non saremmo reali, ed invece mi piace pensare che siamo persone e non solo nik non meglio identificati.
E' il mondo dei sentimenti, quelli più autentici. Questo blog rappresenta un sentiero, una Via che da tanto tempo percorro, il più delle volte da sola, altre con amici carissimi che il Buon Padre ha posto al mio fianco.
Gli argomenti affrontati sono molteplici, così come molteplici sono le strade che percorriamo ogni giorno. A volte sbagliamo il percorso, ma l'importante è avere …

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RIFLESSIONI NOTTURNE IN UNA CASA SILENZIOSA




E' notte e sono sola con i miei pensieri. Trovo che i giorni, per me, corrono, volano veloci.
Qualcuno di voi potrebbe pensare che, essendo una invalida, il tempo per me non passi mai...è un errore di valutazione perchè, in realtà, ho mille impegni e portarli avanti significa lavorare alla tastiera per diverse ore al giorno. Non sono nata invalida, no...fino a una quindicina di anni fa ero perfettamente "normale", poi si è presentata alla mia porta come un ciclone una patologia auto-immune di cui non conoscevo nemmeno il nome,mai sentita...ma il medico mi stava dicendo che ce l'avevo e che la mia vita non sarebbe più stata come la conoscevo. Fu una doccia fredda....pensavo di avere un tunnel carpale e invece.....mi ci è voluto un po' di tempo per attutire il colpo, inoltre in quel momento, a parte alcuni dolori alla mano, stavo bene quindi....quindi una cippa....il dolore ha stravolto le mie giornate, convivo con potenti antidolorifici e una sfilza di medicine da fare invidia a una farmacia. I miei studi, le ricerche di oltre 45 anni, le domande che ho imparato a pormi mi portavano sempre lì...qual'è il senso di tutto questo? Qual'è il suo significato? Che cosa devo imparare da questa situazione?
Non ho risposte certe e non sono abituata ad ingannarmi. Certamente il colpo è stato forte e sul momento non ho pensato al senso che poteva racchiudere questo cambiamento di stato. E meno male che, allora, non sapevo che cosa mi avrebbe riservato il futuro. Il reumatologo non si era sbilanciato, semplicemente aveva affermato che ogni caso è un mondo a sè e che lo avremmo scoperto strada facendo. Ma da allora tutto è cambiato. Il mio corpo è un ammasso di muscoli, legamenti, tendini e ossa doloranti, consumati, sono diventata incapace di accudirmi da sola, ho bisogno che mi aiutino a lavarmi, mangio con il bavaglione come i bambini, e questo ha fatto molto bene al mio amor proprio, ho grosse difficoltà a deglutire, quindi tutto deve essere frullato e denso, dormo con un respiratore collegato all'ossigeno a causa di una grave insufficienza respiratoria e, tra l'altro, è anche rumoroso e il monitor illumina la notte come se vi fosse una lampadina accesa, ma ci si abitua anche a quello. Bene....avevo davanti due soluzioni:
  1.   compiangermi e lamentarmi
  2.   tirarmi su le maniche e cambiare il modo di vivere adattandomi ogni volta al mutare  del mio fisico.
Ho scelto la secona opzione.
E' stato ed è facile?
No, tutt'altro, è stata ed è la scelta più difficile prendermi le mie responsabilità attimo per attimo, imparando a chiedere (difficilissimo per chi, come me, non era abituata a dipendere da nessuno), studiando tutto ciò che si sapeva della patologia e discutendo con medici a volte, molte volte, superficiali e inconsapevoli, e piangendo di gioia ogni volta che mi sono trovata davanti a un medico che sapeva ciò di cui stavo parlando e, sopratutto, mi ascoltava.
Tutto questo per dirvi che prendersi cura di sè stessi prescinde dal corpo fisico, prescinde dalla salute, prescinde anche dalla conoscenza che puoi acquisire impegnandoti per tuo conto.
La responsabilità della propria malattia è la responsabilità della propria vita, comunque essa sia.
La forza, il coraggio, le scelte nascono dentro di noi quando prendiamo una decisione.
Anche decidere di non scegliere è sempre una scelta, ed a secondo delle decisioni che prendi darai un significato alla tua vita.
Ho una famiglia meravigliosa che mi assiste e mi da' forza senza farlo pesare.
E questo è un dono. Certo, ci sono i battibecchi che ritroviamo in ogni nucleo famigliare, quelli del vivere giorno per giorno, ma nei momenti difficili loro sono sempre lì, vicino a me, e questa è la sola cosa che conta e che non ha prezzo.
Mi sembra di sentire qualcuno dire che è facile quando si ha la famiglia vicino, ma vi rispondo che non è così, anche l'affetto dei propri cari va guadagnato sul fronte, nulla è dovuto, men che meno l'Amore.
Impegnamoci ad amare, ad ascoltare, a dare il nostro sostegno e la nostra cura compatibilmente con le nostre condizioni fisiche. Ma, a meno che non abbiamo problemi mentali, una mente attenta e concentrata all'ascolto e due braccia aperte all'accoglienza sono un lasciapassare per quella regione per molti inesplorata, quella dell'Amore Vero.

Gabry Fogli.

                                                                     

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