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"DISABILI NEL CORPO, ABILI NEL CUORE"

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Benvenuti a tutti i nuovi amici. Le nostre strade si incrociano, provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi presenti e....chissà, forse collaborando oggi, collaboreranno insieme nel futuro.
Ma di questo non ci preoccupiamo, sappiamo che tutto si gioca nell'oggi, perchè è ciò che oggi decidiamo che darà l'impronta al nostro futuro.
Discutiamo di tanti aspetti della vita, alcuni condivisi, altri meno, ma che importa....se non ci fosse un po' di pepe non saremmo reali, ed invece mi piace pensare che siamo persone e non solo nik non meglio identificati.
E' il mondo dei sentimenti, quelli più autentici. Questo blog rappresenta un sentiero, una Via che da tanto tempo percorro, il più delle volte da sola, altre con amici carissimi che il Buon Padre ha posto al mio fianco.
Gli argomenti affrontati sono molteplici, così come molteplici sono le strade che percorriamo ogni giorno. A volte sbagliamo il percorso, ma l'importante è avere …

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"SVINCOLARSI" DI ANTHONY DE MELLO



- Svincolarsi -

L'unico modo per cambiare è modificare il proprio
modo di capire le cose. Ma cosa significa capire? Come
ci si deve comportare? Osservate come siamo schiavi
dei diversi vincoli; tentiamo disperatamente di riorga-
nizzare il mondo in modo da poterli mantenere, perché
il mondo li minaccia costantemente.

Temo che un amico smetta di volermi bene: potrebbe
scegliere qualcun altro al mio posto. Devo continuare a
rendermi interessante per tenerlo vincolato a me. Qual-
cuno mi ha convinto, con un lavaggio del cervello, che
ho bisogno del suo amore.

In realtà, però, non è così. Non ho bisogno dell'amo-
re di alcuno: ho solo bisogno di entrare in contatto con
la realtà. Ho bisogno di uscire da questa mia prigione,
da questa programmazione, da questo condizionamen-
to, da queste false convinzioni, da queste fantasie. Ho
bisogno di tuffarmi nella realtà. La realtà è splendida,
è deliziosa.

La vita eterna è adesso. Ne siamo circondati, come un
pesce nell'oceano, ma non ce ne accorgiamo. Siamo
troppo occupati da questo vincolo. Per un po', il mondo
si riorganizza per assecondare il nostro vincolo, e così
noi diciamo: «Bene, benissimo! Ha vinto la mia squa-
dra! », Un attimo, però: le cose cambieranno: domani
sarai depresso. Perché continuiamo a comportarci in
questo modo?

Eseguite questo semplice esercizio per qualche minu-
to: pensate a qualcosa o qualcuno a cui siete vincolati;
in altre parole, qualcosa o qualcuno senza di cui pensa-
te di non poter essere felici. Potrebbe trattarsi del vostro
lavoro, della vostra carriera, della vostra professione, di
un amico, del denaro, di qualsiasi cosa. Dite a quest'og-
getto o a questa persona: «In realtà, non ho bisogno di
te per essere felice. Mi sto solo ingannando con la con-
vinzione che senza di te non sarò felice. In effetti, però,
non ho bisogno di te per la mia felicità. Posso essere
felice senza di te. Non sei tu a rappresentare la mia fe-
licità, la mia gioia».


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Se l'oggetto del vostro vincolo è una persona, non
sarà molto contenta di sentirvi dire queste frasi, ma pro-
cedete lo stesso. Le potete pronunciare nel segreto del
vostro cuore. In ogni caso, entrerete in contatto con la
verità; demolirete una fantasia. La felicità è uno stato
di non-illusione, di disillusione.

Oppure potreste provare un altro esercizio: pensate a
un'occasione in cui avevate il cuore spezzato ed eravate
convinti che non avreste mai più potuto essere felici
(era morto vostro marito, era morta vostra moglie, il vo-
stro miglior amico vi aveva abbandonato, avevate perso
tutto il vostro denaro). Cos'è accaduto? Il tempo è tra-
scorso e siete riusciti a scegliere un altro oggetto a cui
vincolarvi, o a trovare qualcun altro verso cui vi sentiva-
te attratti: che cosa ne è stato del vecchio vincolo? Non
ne avevate realmente bisogno per essere felici, non è
vero?

Avrebbe dovuto servirvi da lezione, ma non imparia-
mo mai. Siamo programmati, siamo condizionati. Com'è
liberatorio non dipendere emotivamente da niente!

Se poteste, per una frazione di secondo, provare questa
esperienza, spalanchereste la vostra prigione e riuscire-
ste a cogliere uno sprazzo di cielo. Un giorno, forse, po-
treste anche volare.

Avevo paura a dire queste cose, ma ho parlato con
Dio e Gli ho detto che non ho bisogno di Lui. La mia
reazione iniziale è stata: «Questo è l'esatto contrario di
tutto ciò che mi è stato insegnato». Ora, alcuni vogliono
fare un'eccezione per il loro vincolo con Dio, e dicono:

«Se Dio è quel Dio che io penso dovrebbe essere, non
Gli piacerà che io rinunci al vincolo che mi lega a Lui».

E va bene: se pensate che, senza Dio, non potrete esse-
re felici, allora questo Dio a cui pensate non ha niente a
che fare con il Dio reale. Voi pensate a una condizione
di sogno; pensate al vostro concetto di Dio. Talvolta
bisogna liberarsi di "Dio" per trovare Dio. Ce lo confer-
mano molti mistici.

Siamo talmente accecati da tante cose che non ab-
biamo scoperto la verità fondamentale: i vincoli dan-
neggiano i rapporti più di quanto non li favoriscano.

Ricordo il mio timore nel dire a un mio amico: "In real-
tà non ho bisogno di te. Posso essere perfettamente
felice senza di te. E dicendotelo mi accorgo di poter
godere fino in fondo della tua compagnia - niente
più ansie, niente più gelosie, niente più possessività,
niente più abbarbicamenti. È bellissimo stare con te,
quando godo della tua presenza sulla base di un rap-
porto non basato sull'abbarbicamento. Tu sei libero, e
lo sono anch'io».

Ma per molti di voi sono certo che queste parole suo-
nano come una lingua straniera. Mi ci sono voluti molti,
molti mesi per capire queste cose pienamente, e ricor-
datevi: io sono un gesuita, i cui esercizi spirituali riguar-
dano tutti esattamente questo, sebbene io non me ne
fossi accorto perché la mia cultura e la mia società in
generale mi avevano insegnato a vedere le persone in
termini di vincoli.

Mi diverte, talvolta, vedere persone anche apparen-
temente obiettive, come i terapisti e i direttori spiritua-
li, dire di qualcuno: "È un tipo in gamba, davvero, mi
piace moltissimo». Poco dopo, mi accorgo che lui mi
piace perché io gli piaccio. Guardo dentro di me e ve-
do riaffiorare la solita cosa: se siete attaccati all'ap-
prezzamento e alla lode, vedete le persone alla luce
della minaccia o del nutrimento che rappresentano
per il vostro vincolo.

Se siete dei politici, e volete essere eletti, come crede-
te che guarderete alla gente, come verrà pilotato il vo-
stro interesse nei confronti della gente? Vi preoccupe-
rete della persona che vi darà il voto. Se ciò che vi
interessa è il sesso, come credete che guarderete alle
donne e agli uomini? Se siete vincolati al potere, que-
sto fatto caratterizzerà il vostro modo di vedere
le persone.

Tratto da:
"Messaggio per un'aquila che si crede un pollo"
di Anthony De Mello
Edizioni Pocket Piemme 


                                       

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