BUON GIOVEDI' SERA DA UNA SPIRITUALE CHE SI E' ROTTA I ....PALLONI


Sono arrabbiata....non dovrei, ma lo sono e anche tanto.
E che cavolo...sono brava, bella (si fa per dire) e buona, ma se mi pesti i piedi ti avviso che mi fai male, ma se poi insisti sui piedi ti ci salgo io e visto il mio peso peggio per te.
Chissà perchè mi ostino a credere che le persone siano dotate di buon senso e di educazione...ma tante volte rimango delusa perchè mi rendo conto che oggi vai avanti solo se fai valere i tuoi diritti a voce alta, e, nel farlo, devi imbestialirti altrimenti non ti danno retta.
E' dal giorno di Pasqua che mi sono tagliata la gamba destra e questo è un grosso problema perchè sono diabetica insulino-dipendente. Voi direte "e che c'entra?". C'entra, eccome, purtroppo, perchè le ferite non guariscono e diventano ulcere. Il medico di famiglia ha predisposto affinchè venga l'infermiera a casa, due volte alla settimana per disinfettare la ferita, anzi, l'ulcera, poi mi sono sorbita due cicli da 10 giorni l'uno di antibiotici, ma avevo un dolore terribile, giorno e notte, senza pace, anche solo il peso del lenzuolo mi faceva male, un periodo che non auguro a nessuno, anche perchè non ho solo quel problema, ne ho tanti altri per via di una malattia rara e già normalmente assumo con costanza antidolorifici oppiacei, ma non bastavano a lenire il dolore.
Inoltre l'infermiera che viene, sotto la responsabilità dell'infermiera dell'ASL, fa parte di una azienda che ha in appalto le medicazioni, e la prima volta che è venuta è entrata in casa chiacchierando dei fatti suoi al cellulare dopo essere stata un quarto d'ora fuori, prima di suonare, sempre al telefono.
Entra, non saluta, perchè si fa i cavoli suoi, mette la borsa sul divano e, tenendo con la spalla quel maledettissimo cellulare, prepara il tutto per la medicazione. Poi finalmente finisce, non si scusa, non si presenta, si infila i guanti ed io già ribollo, cerca di metter su una conversazione, ma con un tono così falso che proprio facciamo (c'era anche mio marito) fatica a risponderle. E poi un dolore lancinante, mi schiacciava con forza sulla ferita facendomi sobbalzare sulla poltrona mentre continuavo a implorarla di fare piano, e lei niente..."Ma signora, la sto solo pulendo, non le faccio niente". E io che recitavo in silenzio tutto l'alfabeto in aramaico antico per non dirle doveva doveva mettersi quel dito...in quel periodo di dolore intenso mi sono recata al pronto soccorso perchè non ce la facevo più con il male e, sorpresa, quando mi medicano non sento nulla. Oibò...miracolo...non mi fanno male per nulla! Ovviamente medicazione nuova e a stivaletto alto, cioè da metà piede fino a sotto il ginocchio. E un appuntamento urgente in chirurgia estetica per ferite gravi. Questo avviene alla domenica. Il martedì ritorna la famosa infermiera e vede la medicazione diversa da come l'aveva fatta lei, ci domanda come mai e le spieghiamo il nostro soggiorno dalle 16 alle 22 di sera al pronto soccorso. La vediamo irrigidirsi e dirci che i medici del pronto soccorso non capiscono nulla di ferite, anche se ho aspettato perchè scendesse il medico di chirurgia estetica per la visita ma, si sa, lei è più brava dei medici. Il mio medico curante mi manda in urgenza all'ambulatorio delle ferite difficili, il Wound Care, ed anche lì un'infermiera simpaticissima e bravissima mi fa la fasciatura alta con bende allo zinco e mi avvisa che anche nell'altra gamba si stanno per aprire delle ulcere nuove. Ma, anche lei, non mi ha fatto assolutamente male quando ha medicato la ferita. A questo punto mi sorge il sospetto che, forse, gli incompetenti non sono gli altri medici e infermieri,  ma quella che viene a casa e, quindi, l'aspetto al varco....
Sono una ricercatrice spirituale, certo, ma non credo al buonismo, nè alla sofferenza per il piacere di soffrire, l'arroganza mi indispone e se mi fai male volontariamente allora abbiamo un problema.
Ho fatto ciò che andava fatto, ma mi è stato domandato di darle ancora una possibilità.
Una seconda possibilità non si nega a nessuno, a patto che comprenda di aver sbagliato.
La volta successiva è tornata, ho fatto finta di nulla pur restando asciutta e parlando il meno possibile. Stranamente, per la prima volta, non mi ha fatto male e, terminata la medicazione, ha domandato scusa per lo scontro verbale che avevamo avuto perchè si era dimenticata che aveva davanti una paziente e il suo comportamento era inammissibile, e quindi ho accettato le sue scuse.
Se continuerà con questo nuovo atteggiamento tutto andrà normalmente, in caso contrario andrò fino in fondo.
Essere malata è una condizione difficile per me e per la mia famiglia, e dobbiamo lottare continuamente, a volte per veder riconosciuti i propri diritti, altre con l'arroganza o il disinteresse di certi medici e quando capita di trovare qualcuno gentile non ci pare vero.
Secondo me c'è qualcosa di profondamente sbagliato se siamo arrivati a stupirci se qualcuno si comporta come dovrebbe. Ci siamo persi qualcosa per strada...purtroppo.
Gabriella Fogli


         

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