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"DISABILI NEL CORPO, ABILI NEL CUORE"

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Benvenuti a tutti i nuovi amici. Le nostre strade si incrociano, provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi presenti e....chissà, forse collaborando oggi, collaboreranno insieme nel futuro.
Ma di questo non ci preoccupiamo, sappiamo che tutto si gioca nell'oggi, perchè è ciò che oggi decidiamo che darà l'impronta al nostro futuro.
Discutiamo di tanti aspetti della vita, alcuni condivisi, altri meno, ma che importa....se non ci fosse un po' di pepe non saremmo reali, ed invece mi piace pensare che siamo persone e non solo nik non meglio identificati.
E' il mondo dei sentimenti, quelli più autentici. Questo blog rappresenta un sentiero, una Via che da tanto tempo percorro, il più delle volte da sola, altre con amici carissimi che il Buon Padre ha posto al mio fianco.
Gli argomenti affrontati sono molteplici, così come molteplici sono le strade che percorriamo ogni giorno. A volte sbagliamo il percorso, ma l'importante è avere …

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LA MIA LOTTA PERSONALE DI MALATA CONTRO IL SISTEMA SANITARIO

Buonasera cari compagni sul sentiero della Vita. Quella che adesso incollerò è una mail di protesta da me inviata all'URP (Ufficio Relazioni con il pubblico) della mia A.S.L. per denunciare quello che considero un atto di totale mancanza di sensibilità verso una persona disabile e malata, molto malata, cioè io. Non basta, ho compilto anche il form che c'è nella pagina del Tribunale del Malato e, dopo, leggerete che cosa mi hanno risposto. 

Buongiorno dott.-------, come da nostra comunicazione telefonica Le scrivo per portare alla Sua attenzione ciò che mi è accaduto durante la visita di chirurgia vascolare che ha avuto luogo mercoledì 21 giugno alle ore 15.
I fatti sono questi:
  • Innanzitutto mi sono presentata sulla "mia" sedia a rotelle elettronica
  • Ci ha chiamati l'infermiera che MAI, e ripeto MAI, mi ha teso una mano per aiutarmi e non ha salutato
  • Il dottore è arrivato ed anche lui non ha salutato, nè l'una nè l'altro hanno risposto al nostro "buongiorno"
  • La prima cosa che mi ha detto quando mi ha rivolto la parola è che sono obesa, e questo lo so anche io, gli ho risposto che dall'anno scorso ho perso 30 kg, risposta "NON BASTA", ed anche questo lo so anche io, ma, come può confermare mio marito, non è COSA HA DETTO, MA COME LO HA DETTO, in tono accusatorio tutto questo SENZA AVER MAI APERTO LA CARTELLA CON TUTTI GLI ESAMI E LE VISITE FATTE. Non l'ha consultata nemmeno per un secondo. Nulla. Potevo lasciarla a casa. Ogni medico, la prima cosa che fa è farsi consegnare il materiale medico per consultarlo. Lui mi ha accusata, mi ha fatto sentire colpevole di essere obesa,    ed io è da un anno che sono a dieta strettissima, ma non posso muovermi, ed assumo cortisone da 12 anni, psicofarmaci per la --------, ossicodone per i dolori, 4 insuline al giorno per il diabete, Lyrica per la fibromialgia.
  • Ha avuto un atteggiamento offensivo e menefreghista, gli ho detto che mi sarei rivolta a voi, e l'infermiera è scattata subito a difesa per dirmi che il dottore mi aveva solo detto di dimagrire.
  • Quando si è messo a scrivere al p.c. si è letteralmente sprofondato nella poltrona a gambe spalancate, come fosse sul divano di casa sua, senza educazione, in linea con il suo comportamento, senza rispetto per la persona che hai davanti che non è venuta a farsi un giro, ma è una paziente con tantissimi problemi.
  • Quando sono stata medicata dall'infermiera ho provato un dolore fortissimo, e più mi lamentavo e più schiacciava forte. Lì il medico ha parlato per dire che la medicazione si fa così. Ho replicato che mi hanno medicato in tantissimi, compreso medici e infermieri del pronto soccorso di Alessandria, la loro collega Sabrina dell'ambulatorio delle ferite difficili, che è una persona veramente speciale ed entra subito in empatia con il paziente, compresa l'infermiera dell'Asl che controlla l'operato delle infermiere, e mai ho provato un dolore così forte.
  • Non mi ha dato nessuna spiegazione di quanto ha scritto, solo quando siamo usciti e mio marito ha letto il foglio, mi ha detto che avremmo fatto meglio a restare a casa: c'è scritto che mi consiglia passeggiate quotidiane!!!  Ad una donna che è arrivata sulla sua carrozzina, non presa a prestito in ospedale, la mie è rossa ed è elettronica, si riconosce bene.Inoltre abbiamo visto che ha prescritto  dei medicinali di cui non siamo stati messi a conoscenza.
  • Solo a casa ho cercato di scoprire che cosa significa "scarsa colpliance" e solo allora ho scoperto che significa "scarsa collaborazione" da parte mia.
Non mi permetto di giudicare la capacità del medico, non lo sono e quindi non spetta a me esprimermi in tal senso, ma sul suo "modo" di trattare i pazienti si. Ho girato mezza Italia per cercare una soluzione alla malattia auto-immune, sono entrata in contatto con decine di medici ed è per questo che mi permetto di protestare sulla mancanza di serietà e sulla considerazione del paziente. Sia da parte sua che dell'infermiera. Formano un bel team insieme. Sono uscita sconvolta e abbattuta, colpevole di essere obesa. E, per questo motivo, non degna di considerazione.
La mia più grande difficoltà e nel rendere con le parole le motivazioni che mi portano a descrivere, in modo molto succinto, ciò che è accaduto. Il senso di colpa, l'accanimento nel definirmi obesa e farmi sentire responsabile per questo quando non è sempre così, inoltre l'infermiere che lo "assisteva" è anche lei obesa e cammina. Darei non so cosa per poter fare quelle passeggiate con mio marito, potermi prendere cura della mia famiglia e della mia casa e non trascorrere ore e ore con dolori articolari, neurologici per la neuropatia alle gambe, muscolari per la fibromialgia, avere la depressione che condiziona i miei umori. Non possono le parole rendere questo. No.
Mi rivolgo a Lei, dott. ---------  perchè posso testimoniare il Suo impegno e la delicatezza e considerazione con cui si rivolge al malato.
Mi auguro fortemente che questo non sia l'atteggiamento con cui si accolgono i pazienti in chirurgia vascolare, specialmente gli anziani che non sono in grado di difendersi e non parlano perchè non hanno voce o capacità per farlo.
La saluto, anzi, vi saluto tutti e vi ringrazio anticipatamente.
Gabriella Fogli, via Viapiana n. 52, 14048 Montegrosso d'Asti (AT) cell. 339 5459328, tel. casa 

Ed ecco il resoconto della telefonata con il Tribunale del Malato, come da me pubblicato su F.B.:

Buona domenica a tutti. Vi ricordate che vi ho raccontato di quella visita sgradevole fatta in ospedale? Bene, molti di voi mi hanno scritto di denunciare l'accaduto e di rivolgermi al tribunale del malato. E così ho fatto...sono andata sul sito ed ho compilato il form apposito spiegando dettagliatamente cosa mi è successo. Sono stata contattata telefonicamente due giorni dopo da un signore del tribunale del malato che mi ha detto subito che la colpa è mia ! Mia perchè non ho bloccato la visita chiamando immediatamente la direzione sanitaria o, se era chiusa, i carabinieri. Alle mie rimostranze mi ha risposto che la legge NON AMMETTE IGNORANZA, quindi chiunque di noi deve conoscere la legge 241 del 1990 (poi l'ho cercata e trovata, vi sfido a leggerla!). E anche se ero in carrozzina il medico non è tenuto a sapere il perchè, doveva leggere le analisi e visite che gli avevo portato, ma questo lui non l'ha fatto. Ed è proprio qui che io avrei dovuto interpellae subito la direzione sanitaria. Gli ho risposto che non essendo avvocato non potevo saperlo, e mi ha risposto che "LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA". Ora, se c'è qualcuno di Cittadinaza Attiva, di cui il Tribunale del Malato fa parte, può spiegarmi come mai COLPEVOLIZZATE I MALATI INVECE DEI MEDICI?
Secondo voi, anche se chiamo i carabinieri, che succede? Mi faranno fare una querela e poi dovrei sobbarcarmi l'onere di assumere un avvocato per portare avanti una causa per anni, con costi che io non posso sotenere. Ma è questo il servizio che fornite? Ma da che parte state? Se c'è qualche Associazione che mi può aiutare VERAMENTE, si faccia avanti.
Il colmo è che dopo il danno arriva la beffa. Ma io NON MI FERMO. Ora scrivo una lettera, segnalando anche il Tribunale del malato, ai giornali e, se serve, anche a Striscia, perchè in Italia siamo al ridicolo, e quindi un programma comico forse può servire. Mi bastano delle scuse, sono un essere umano che appartiene a quella parte di società più fragile, sia fisicamente che psicologicamente, e sono uscita da una visita specialistica offesa e mortificata. E scusatemi se non conosco la legge, sono ignorante e lo ammetto, non ho fatto studi in quel settore, però, nella mia ignoranza, riconosco l'arroganza, il disinteresse e l'umiliazione. Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere questo lungo sfogo. Grazie, di  

Gabry

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