SPROFONDARE NELL'ABISSO



"Il guerriero della luce, senza volerlo, fa un passo falso e sprofonda nell'abisso.

I fantasmi lo spaventano, la solitudine lo tormenta.

Siccome ha ricercato il Buon Combattimento, non pensava che gli sarebbe mai potuto accadere; invece è accaduto.

Avvolto dall'oscurità, si mette in comunicazione con il suo Maestro.

"Maestro, sono caduto nell'abisso" dice. "Le acque sono profonde e scure".

"Ricordati una cosa", risponde il Maestro. "Ciò che fa annegare non è l'immersione, ma il fatto di rimanere sott'acqua."

E il guerriero si adopera con tutte le sue forze per uscire dalla situazione in cui si trova."


Paulo Coelho "Manuale del guerriero della luce" 



Appunto: il passo falso che comporta lo sprofondare nell'abisso è ovviamente una metafora.
L'abisso è una zona interiore che esiste in tutti, nessuno escluso, compreso chi opera e lavora su sè stesso per migliorarsi. A volte ci si crede immuni proprio perchè si segue un insegnamento spirituale, ma nulla è più falso di questo. Anzi, l'incontrare il Guardiano della Soglia a volte è talmente spaventoso che si cade nella depressione. Ma ciò che fa la differenza è la volontà, la lotta che il guerriero fa per risorgere da queste acque tenebrose in cui rischia di perdersi, e non è che per lui la strada è più facile, casomai è vero il contrario. Quando si annega? Quando restiamo sott'acqua troppo e non abbiamo più aria a disposizione. Quindi non è l'essere entrati in uno stato particolare che è pericoloso, ma è la durata di questo stato che fa la differenza tra chi ne uscirà vivo e chi invece si perderà nei meandri bui e terribili del proprio inconscio, della mente.
Gabry Fogli 



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