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sabato 7 luglio 2018

SOLE E LUNA: LA DUALITA' ERMETICA FONDAMENTALE


Il simbolismo ermetico del Sole e della Luna

Il Telesma, il Padre di tutte le cose, è qui.
Tabula Smaragdina
Com’è noto, il primo principio dell’insegnamento ermetico è l’Unità, l’Uno il Tutto. L’ideogramma alchemico che rappresenta l’Unità è il cerchio, che nell’ermetismo esprime l’universo e, simultaneamente, il compimento della Grande Opera. Sullo stesso piano del cerchio troviamo Uroboro, il serpente che si morde la coda e che racchiude in sé il suo principio e la sua fine.
Nell’ambito di questo simbolismo,
possiamo dedurre la dualità ermetica fondamentale: essa scaturisce dall’Unità e si realizza nella distinzione tra ciò che domina (principio attivo, maschile, testa del serpente) e ciò che è dominato (principio passivo, femminile, coda del serpente).

Il Sole e la Luna

A questo riguardo, nell’ambito dell’Uno il Tutto possiamo considerare separatamente l’Uno e il Tutto, che adesso costituiscono due principi distinti. L’Uno si determina nel significato di un centro in seno al caos, da cui l’ideogramma del Sole. Opposto a questo principio, troviamo lo stesso caos, la materia indifferenziata, il cambiamento, l’attitudine passiva a qualunque qualificazione, la trasformazione caotica. L’ideogramma di questo principio è ancora una volta il cerchio, che in questo caso è privo di centro e rappresenta la Luna piena.


In questa prospettiva, Il Sole diventa una fonte perenne di irraggiamento e al pari dell’elemento Oro, è sempre identico a se stesso: immutabile, fisso, inalterabile. Da parte sua la Luna non può fare altro che captare e riflettere la luce del Sole. Nell’ambito di questa simbologia, le fasi lunari arrivano a coincidere con l’instabilità degli influssi lunari, a sua volta rappresentata dall’Argento, metallo nobile, che però si ossida con facilità. Questo spiega anche il motivo per cui l’ideogafia alchemica tende a rappresentare la Luna in una delle sue fasi.
Siamo così arrivati a determinare i due poli della dualità ermetica fondamentale. Nel suo trattato sul simbolismo ermetico Oswald Wirth propone di associare ai simboli alchemici del Sole e della Luna le seguenti nozioni:
Sole: Oro, Luce diretta, Ragione, Discernere, Inventare, Scoprire, Agire, Dare, Comandare, Fondare, Creare, Generare, Fecondazione, Jakin (nome di una colonna delle logge massoniche)
Luna: Argento, Chiarore riflesso, Immaginazione, Credere, Assimilare, Comprendere, Sentire, Ricevere, Obbedire, Conservare, Mantenere, Concepire, Gestazione, Bohas (nome di una colonna delle logge massoniche)


Fuoco e Acqua, Oro e Mercurio

L’insieme delle contrapposizioni e dei simboli riconducibili alla dualità ermetica fondamentale non si esaurisce qui. In questo senso, non deve stupire il fatto che in ambito ermetico uno stesso concetto possa essere espresso da più simboli, così come ad uno stesso simbolo sono di norma associati più significati, talvolta assai diversi tra loro.
In ordine di importanza, la prima associazione relativa ai singoli poli della dualità ermetica fondamentale è quella tra la Luna e l’elemento Acqua, là dove l’Acqua diventa simbolo di un impulso cieco e di un selvaggio precipitare. Ricordiamo a questo proposito che l’ideogramma dell’elemento Acqua è un triangolo equilatero con il vertice verso il basso, che esprime la direzione di caduta di questo elemento.
Analogamente, il Mercurio, considerato nel suo significato di brama, sete ardente, fame, diventa uno dei simboli principali delle forze in atto nel mondo sublunare del cambiamento. Ed è in questa accezione che devono essere intese espressioni come fissare o coagulare il Mercurio, di cui i testi alchemici abbondano. Si noti inoltre di sfuggita che il termine greco per il Mercurio è hydrargyrio, ovvero acqua-argento.
Dall’altro lato, il Sole e l’Oro – il metallo che nessun acido è in grado di alterare – condividono in Alchimia lo stesso ordine di significati e sono rappresentati dallo stesso geroglifico. La virtù che emana dal centro solare è invece rappresentata dal Fuoco, che l’ermetismo rappresenta attraverso un triangolo equilatero con il vertice disposto verso l’alto.

Lorenzo






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